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Risparmio energetico

“Cose di Casa” di agosto riporta un articolo riguardante gli incentivi fiscali sull’acquisto di elettrodomestici poco energivori, oppure fonti di energia alternativa, quali solare ed eolico.
Nello stesso articolo, riporta anche un ipotetico piano di ammortamento dell’investimento (in energia alternativa) il cui rientro si verificherebbe attraverso un minor consumo di calore/energia elettrica.
Ebbene sono diversi anni che questi incentivi esistono, ma come anche “cose di Casa” indica, di solito servono anni per rientrare della cifra spesa, anche se consideriamo una banale lavatrice in classe A++ rispetto ad una a minor efficienza.
Dati i vari decreti sull’argomento che lo stato italiano ha emanato, mi chiedo perché si possano ancora vendere elettrodomestici la cui classe sia inferiore alla A+++ ma soprattutto il motivo per cui chi sceglie di acquistarli e quindi risparmiare (acqua, detersivi, corrente) non debba essere avvantaggiato ed invogliato all’acquisto con prezzi inferiori rispetto ad altri elettrodomestici di classe energetica inferiore.
Sempre “Cose di Casa” riporta in una tabella di fine articolo il risparmio che si potrebbe ottenere con alcuni accorgimenti (es spegnere gli elettrodomestici che stanno in stand-by con la luce rossa accesa) e se si nota la cifra annuale di risparmi è abbastanza risibile: si è nell’ordine di poche decine di €/anno. Significa quindi che in un anno una lavatrice di classe A consuma 50€ di corrente meno di una in classe B.
Ma costa sicuramente di più. E il maggior costo è anche proporzionale alla sua durata? Quanti anni servono per ammortizzare il maggior costo di un elettrodomestico di classe A+++ e la sua vita mi permette di avere un consistente guadagno dalla minore elettricità consumata? Oppure come penso, la minore elettricità consumata va nelle tasche del produttore al momento del cambio dato il maggior costo iniziale e la durata degli elettrodomestici che è sempre minore?
Chissà se qualcuno queste domande se le è mai poste…

Superquark

Questa sera su rai1 SuperQuark, che si conferma sempre un programma interessante. E oggi quanto più attuale, con u a carrellata pur veloce sui 12 problemi che attanagliano l’Italia e ne impedisco o la crescita.
Rimane l’impronta della spiegazione con parole semplici ed esempi facili da capire, in particolare della definizione dello spread.
Ora penso però che anche se SuperQuark non sia un programma di inchiesta, tutte le domande che mi sono sorte, abbiano diritto ad una risposta. Piero Angela ha proposto tanti argomenti con relative domande, soprattutto nei confronti con altri Paesi. La politica è chiamata a dare risposte e correggere le mancanze attuali, ma pur con un nuovo governo quest ultimo anno le cose non sono cambiate se non rispetto alle nuove tasse. Una domanda che mi faccio è invece come una schiera di economisti come sia stato possibile che non sia uscita una singola legge antispeculazione, oppure nonostante i sacrifici e la bella figura di Monti, alla fine non si sia ancora riusciti a dare una svolta affinchè i mercati credano nelle iniziative politico-economiche dell’Italia, tanto che lo spread sia così ballerino. E ancora che garanzie darà la nuova politica successiva a Monti affinche ci sia la crescita tanto auspicata come diretta conseguenza della politica tecnica? Per ora solo parole e nulla di scritto.

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Evasione? No, grazie!

Contro l’evasione fiscale mettiamo una legge che obblighi ogni esercente ad avere un POS per pagamento con bancomat o carta di credito e che subordini la licenza del negozio, anche se già da anni in esercizio, alla registrazione del POS presso una banca e presso l’agenzia delle entrate.
Obblighiamo anche gli esercenti a dimostrare fatture di almeno 100.000 €/anno di aquisti pagati tramite moneta elettronica.
La pena, oltre a salate multe, è la sospensione della licenza del negozio.

Piano industiale cercasi

Penso che per Fiat, io non avrò mai pietà! fiat intesa come società e management, non come lavoratori e indotto, che purtroppo da Fiat dipendono quasi in toto. Fiat dovrebbe far propri i pricipi innovativi che spesso nascono da italiani e metterli in produzione. Fiat in questi anni sta solo guardando i conti, senza produrre innovazione o prodotti che diano un taglio e distinguano le sue auto dalla storia dell’automobile o da altri produttori.
D’altro canto, in Italia non è stato stilato alcun piano industriale che fermi e modifichi le produzioni industriali morte e che dia spazio a startup e produzioni innovative e green. Anzi mi vien da aggiugere che le nuove attività dovrebbero per legge attenersi a aquesti ultimi principi e quelle storiche adattarsi.

Pubblicato da Wordmobi

Stavo leggendo un libro didattico interessante riguardo a come leggere e come scrivere.
Scopo del libro è una riflessione sulle capacità di argomentazione sulla scrittura e le varie tecniche di lettura in base allo scopo della lettura stessa.

Tutto ciò per dire che anche un blog si sottopone alle stesse regole di scrittura e se scritto bene, risulta più piacevole da leggere e gli articoli non sono un agglomerato informe di parole.

Il mio è esattamente quanto ho appena descritto: un’accozzaglia di lettere buttate giù nella foga dei pensieri.

Tutto ciò per collegarmi ai pensieri che vengono, alla voglia di sbraitare la propria idea durante le trasmissioni di approfondimento, a dare del coglione a chiunque non si adopera per farci emergere dalla cacca, almeno con i capelli (non pretendo le narici!) e a chi continua a dare la colpa all’euro.

Ieri sera a Ballarò è emerso quanto segue:
– la cacca è rimasta dov’era
– bisogna diminuire i costi della politica
– la colpa è dell’euro
– il governo tecnico non si è dimostrato all’altezza

I 4 punti sopra sono mesi che li sento. Possibile che sia così difficile toglierne almeno 1?

Signori parlamantari di sta minchia? vi volete mettere d’accordo invece di rubare ogni singolo cent che vi passa tra le mani??

Signori parlamentari di sta minchia? Mi dite come è possibile farvi entrare nella vostra piccola testa di dinosauro down che dovete muovervi? Non possiamo sentire la Serracchiani dire che accetterebbe uno stipendio più basso, quando non fa un cazzo per abbassarselo in autonomia.
Signora Serracchiani? Lo sa che chiedendo al ministro dell’economia può fare un bel bonifico alle casse dello stato se non vuole tutto lo stipendio??

Ritorniamo sulla lista per analizzare la colpa dell’euro.

L’euro entrò in vigore come moneta unica ormai 10 anni fa e pochi mesi.
All’epoca, per facilitare il passaggio ci fu un periodo di doppia moneta: si poteva pagare in lire e avere un resto in euro oppure pagare in euro.
Già da subito ho notato un lieve aumento dei prezzi. Ad esempio, in piazzale Gorini c’era un pastificio da asporto: costo della porzione 5000 lire, oppure 2,60€!!! E sti 2 cent di mancia?? Fino a che c’è stata la lira non glieli ho mai dati, ma con il solo euro il nuovo prezzo era deciso e aumentato.
Quindi la dimostrazione è che l’aumento dei prezzi non è dovuto all’euro, ma a chi non ha controllato durante il passaggio, affinché nessuno potesse approfittare della confusione della doppia moneta. Su questo punto, cari politici, facciamo qualcosa di retroattivo? Diamo responsabilità a qualcuno??
Rimanendo sempre sulle colpe dell’euro.
E’ stata decisa la moneta unica, ma non esiste un governo centrale oppure la politica unica. L’Italia continua a fare l’Italia, la Francia decide le sue politiche interne e la Germania le proprie, diverse dalle altre due… e così via. L’errore principale dell’euro è la mancanze della politica unica europea, sui diritti dei cittadini, sulle norme di comportamento, sull’economia, istruzione, sanità.
Vogliamo che alle elezioni vi sia una percentuale minima di candidati politici di altri paesi europei (diciamo che il 90% è sufficiente) che devono essere eletti in ogni parlamento, province, comuni, assessorati, società pubbliche… E’ doveroso mischiare la classe dirigente, in modo che conosca i problemi del territorio che governa, ma che non abbia possibiltà alcuna di instaurare con il territorio affari personali.
Come esempio, fatti 900 i parlamentari e senatori italiani, fatti 26 i paesi dell’Unione Europea, ogni nazione deve avere eletti in Italia 34 persone.
Signora Serracchiani? Che da tanto la colpa alla politica… le piace il ragionamento? Andrebbe in Germania o in Finlandia? E il suo amico Bersani andrebbe a governare in Irlanda?
Passerei al punto del governo che anche per gli economisti esteri non è stato all’altezza del compito. La prima che non è stata all’altezza è la Fornero. Per avere le pari opportunità, ha deciso di peggiorare la condizione di tutti… e peggiorare le condizioni di lavoro dei propri cittadini è proprio il compito del ministro del welfare. Non ci vengano poi a dire che mancano 3,4 miliardi di tasse dato che i cittadini non consumano… Potrei consigliare di aumentare le tasse ancora, così i consumi si riducono di più e più aziende chiudono.
Non sono un economista, ma farei una politica che renda più conveniente buttare una maglietta sporca piuttosto che lavarla. Una politica contro l’inflazione che abbatte i consumi e anche un downsizing di prezzi e stipendi: che serve prendere 2000 €/mese se poi mi posso solo permettere un cerino??

Rimanendo sull’ultimo punto, un’altra delusione.
Da Repubblica.it del 5 giugno 20120 leggo sugli incarichi dirigenziali:

Sugli incarichi dirigenziali, l’accordo sembra vicino: se si è già ricoperto un ruolo elettivo presso la Pubblica amministrazione si potrà tornare a svolgere un incarico direttivo dopo un anno e non nella stessa istituzione. In più, non basterà essere stato candidato ai fini della sospensione. E proprio alla luce di questa intesa, potranno essere riformulati gli emendamenti, finora accantonati, presentati al disegno di legge, il cui esame riprenderà oggi pomeriggio nell’Aula di Montecitorio. Soddisfazione dal Pd. Grazie all’accordo perfezionato questa mattina, chi è stato assessore al Comune di Roma, per esempio, potrà, dopo un anno, ricoprire un ruolo dirigenziale in un altro Comune o in un’altra amministrazione. Inoltre, i candidati alle elezioni politiche, comunali, provinciali o regionali potranno ricoprire incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni senza alcuno stop

. Mi fa piacere leggere che dopo un incarico nella PA, la stessa persona può tornare a fare il dirigente dopo un anno in altro ente. Dopo l’incarico nella PA, quello si cerca altro da fare!!!!!!!!, altro che nuovo incarico dopo un anno.
E poi ai politici, vogliamo dargli la pensione dopo 40 anni di contributi previdenziali, come a noi?????? Io ci sto, chi sta con me?