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Car sharing

Il car sharing di Milano è molto diffuso e il comune negli ultimi anni ha aperto questo metodo di mobilità a diversi operatori mentre altri hanno rilevato quello già esistente di ATM.
La cosa particolare è che il bando per partecipare e immettere automobili non abbia considerato il vincolo che i veicoli fossero solo elettrici.
Solo Share’ngo ad oggi infatti ha la flotta di microcar completamente elettriche mentre il gruppo BMW-mini ha messo a disposizione un modello elettrico sugli otto in circolazione.
Tutti i veicoli degli altri operatori rimangono invece alimentate da combustibili fossili.
Visto l’inqunamento dovuto al traffico automobilistico il comune potrebbe provare a sensibilizzare questi operatori di mobilità alternativa verso soluzioni più green.

Piazza Lavater, viabilità pericolosa

Sono praticamente nato nei pressi di piazza Lavater, la piazzetta come la chiamavamo noi bimbi, e negli anni ’90 gli incidenti erano quasi una routine.
In 25 anni le cose sono migliorate, gli automobilisti diventati più attenti ma la segnaletica è forse peggiorata.
Chi dalla piazza svolta a destra e inbocca via Ramazzini trova una curva molto con angolazione convessa molto favorevole in contro senso con il passaggio pedonale distante appena 20 metri.
In mezzo alla piazza c’è un altro passaggio pedonale molto sfavorevole per chi attraversa verso la via Pancaldo dato che deve guardare in tre direzioni diverse (destra, davanti e dietro) prima iniziare. Lo stop per chi arriva da via Morgagni è un optional.
L’accesso alla piazza per le auto non è meno controverso dei pedoni.
Le auto che arrivano da via Cadamosto hanno la precedenza ma via Omboni entra dritta da sinistra e con un traffico maggiore rispetto a via Cadamosto. Via Morgagni che è la più caotica, come detto, invece ha lo stop prima di entrare. Anche via Ramazzini, altra strada ad alto traffico, da la precedenza in entrata mentre bisogna sporgersi un bel po’ per vedere chi arriva da sinistra.
E’ in genere un piazza dove le auto non hanno grossi impedimenti di velocità ma molti punti di attenzione nascosti che andrebbero messi in risalto per aumentare la sicurezza.

Ponte liberty

A Milano, a Porta Genova, c’è un vecchio ponte in ferro verde che da 100 anni permette di raggiungere quel budello di vie Tortona, Savona che ne sta alle spalle.
Il ponte nonostante la bellezza discutibile è comunque una vecchia scultura in stile liberty,perfettamente adatta al contesto di palazzi d’epoca di piazza di porta Genova e quartiere limitrofo.
Questo ponte però lì da 100 anni un po’ di cedimenti comincia a mostrarli specie sulle rampe dove i gradini sono ormai consumati dai passi di chi ogni giorno lo attraversa.
Per fortuna che la pulizia della passerella è affidata ad una signora rumena che ogni mattina raccoglie diversi sacchi pieni della pattumiera abbandonata durante la movida sella notte precedente.
In occasione del Salone del Mobile e del Fuorisalone che interessa la via Tortona e limitrofe, le scalinate del ponte hanno visto un veloce quanto approssimativo rabbercio: lastre applicate sopra alla copertura in ferro dei gradini e fissate con ribattini come macchie verdi nel color ferro del ponte.
E’ stata sufficiente una settimana di Fuorisalone con un’affluenza di persone sopra il normale per far saltare tutti i rattoppi e vedere le lamiere verdi accatastate una sull’altra. Quindi la lamiera originaria è tornata visibile e sottoposta di nuovo ai passi della gente, e poiché è consumata, con la possibilità di inciampare.
A Milano si guarda sempre troppo al progresso, ai grattacieli e ai muovi luoghi simbolo mentre troppo spesso quello che c’è rimane abbandonato al suo stato precario.
Perché data anche l’utilità e il frequente uso dell’opera l’amministrazione non decide un bel restauro conservativo e conseguente messa in sicurezza?

Il ponte dei 100 colori (e dei 100 anni)

Il Ponte dei 100 colori è il ponte in ferro della Nathan Uboldi, (anno 1914) che collega il piazzale di P.ta Genova con la via Tortona.
Teatro di allegre esposizioni e vetrina di pensieri, è stato curato fino a poche settimane fa da una giovane donna (probabilmente di origine rom) di nome Michela.
La Signora Michela, rendeva un servizio perfetto, dato che si era presa in carico, per una moneta, la pulizia giornaliera del ponte, che era sempre libero delle cartacce della sera precedente e spazzato nei giorni di pioggia per evitare il formarsi di pozze.
Presenza molto discreta e gentile, quella di Michela, che salutava tutti i passanti.
Ultimamente era sempre più segnata, la sua tristezza traspariva anche per me e mi diceva che la vita era difficile e le si vedeva in viso. Ero felice invece quando la vedevo più allegra tanto che anche lei me lo confermava.
Ora da due settimana la sua presenza costante da 8 mesi non c’è più e anche il ponte si potrebbe dire che ne sente la mancanza.
L’incuria dei passanti e le notti lasciano sul ponte e sulle scale ogni genere di pattumiera senza che il servizio municipale dell’AMSA provveda alla pulizia e dei 100 colori ne sta emergendo uno solo.
Invece ringrazio Michela per il tempo che ha voluto dedicare a questa particolare parte di Milano e alla sua volontà di inventarsi un lavoro e per questo, da me, farsi apprezzare.

Piste ciclabili

Ieri sera sono passato davanti al nuovo quartiere che sorge a P.ta Garibaldi, lato Corso Como. Finalmente hanno tolto le transenne che delimitavano il cantiere ed è possibile vedere da vicino i nuovi edifici.
Le vie interne sono a 5 o 6 metri dal suolo e il quartiere si affaccia davanti alla stazione. Più in basso la nuova sede tramviaria e una strada nuova nuova che collega Melchiorre Gioia con Don Luigi Sturzo.
In tutta questa bella novità, mancano come al solito le ciclabili, come non sono state fatte per ora in via Don Luigi Sturzo nonostante la ristrutturazione della sede stradale

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Ma ‘sto povero articolo 16, comma 1b della legge 24 del 2006 qualcuno lo segue oppure no, quando un nuovo progetto di costruzione viene presentato?