Il governo dei bambini

“Papà Papà mi compri un nuovo giocattolo?”
“Certo figliolo, che cosa vuoi?”
“Volgio il governo dell’Italia”

Sarò certo l’ultimo a scrivere qualcosa di negativo sul governo M5S-Lega ma mi accodo ben volenieri.

Il treno delle riforme è stato perso. L’antipolitica che tanto era sbandierata anni fa si è uniformata alle teste esistenti nei palazzi del potere.
Il carattere duro e inconciliabile del M5S si è mansueto di fronte alla Lega e il programma semplice e genuino che tanti anni fa anche io ho pubblicato in queste pagine è stato barattato per qualche sedia.

Non è rimasto nulla di quella freschezza di quando il M5S è stato fondato, nulla delle proteste in piazza degli anni appena post crisi (2008-2011) e nulla circa coloro che hanno pendenza con la giustizia ma sono in parlamento.

Se il M5S all’inizio poteva davvero essere l’alternativa di rottura rispetto ad una politica lenta, pesante, burocratica e noiosa ora è diventato ul sininimo di calar le braghe davanti a chi fa la voce grossa.
Vedi le pensioni oppure il taglio ai vitalizi e il condono fiscale.
Il M5S non ha saputo trovare il dialogo con il partner di governo su temi cari a tutta l’Italia e le mie aspettative le ha deluse ampiamente. Mi sembrano appunto bambini al governo.
Forse Casaleggio si starà rivoltando nella tomba mentre sente cosa combinano i suoi.

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