Pace fiscale

la Repubblica riporta in un articolo la dichiarazione di Salvini sulla pace fiscale: “…milioni di italiani costretti a vivere da fantasmi che hanno fatto la dichiarazione dei redditi e poi gli andata male…”

Quando i gusci di noccioline si scontrano violentemente nella scatola cranica vuota, escono dichiarazioni senza senso.

Cosa vuol dire che “poi gli è andata male”?

I controlli e le multe danno fastidio a tutti.
Ricevere le cartelle esattoriali in ritardo e già scadute e sentirsi rispondere che vale la data di spedizione è inaccettabile.

Mi sono capitate entrambe le cose ma non per questo l’AdE come organo burocratico dello stato mi sta antipatica… non mi sarà simpatica ma questa struttura non decide in autonomia i regimi fiscali, anche lei dipende dal parlamento e applica le leggi.

E’ inaccettabile che un ministro dichiari che ad alcuni è andata male dopo una dichiarazione dei redditi.
Non potevano farla bene direttamente la dichiarazione?

Una frase così si schiera dalla parte di evasori, abusivi e falsi invalidi mentre da implicitamente del fesso a chi, lavoratore onesto, fa la dichiarazione dei redditi corretta ogni anno e paga regolarmente le tasse e che vede i servizi di welfare e pubblici diminuire e i loro costi aumentrare.

Le rottamazioni delle cartelle esattoriali e gli accordi sui contenziosi danno fastidio anche di più delle multe e dei ritardi.
Vanno a privilegiare e premiare solo chi si è adoperato a nascondere capitali al fisco che invece dovrebbe essere punito. Altrimenti una multa per cosa viene data?

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