E il BitCoin…

La prima volta che ho sentito parlare di BitCoin era il 2014. Un mio collega ne aveva acquistati alcuni e per me già avevano un costo stratosferico intorno ai 1000€ senza alcun senso e basamento reale.

Pochi mesi dopo sono andato ad una cosiddetta conferenza che in realtà era la solita situazione dove veniva presentato un software di investimento sulla criptovaluta e chi lo presentava addirittura pagava i propri dipendenti in BitCoin. E in questo frangente il loro costo si attestava intorno ai 2000-3000€. Questo tizio creava solo la piattaforma ma non era riuscito a spiegarmi la tecnologia di base e come da cosa derivava il valore nonché le differenza tra le varie criptovalute.

Passano pochi mesi e arriva il boom con l’esagerata cifra di punta di circa 18000€ e molti miei colleghi si indaffaravano nel comprarli. Anche io sono stato tentato ma alla fine ho lasciato perdere.

Dopo l’apice il declino con una ripida discesa e poi?

La bolla è scoppiata e il BitCoin non fa più notizia. Costa ancora tantissimo ma molto lontano dai fasti di due anni fa. Quando era la notizia del giorno anche vari esercenti avevano iniziato ad accettare pagamenti in BitCoin.

Io ho sempre pensato che fosse più un modo di creare fondi neri piuttosto che con un servizio aggiuntivo per gli utenti o un’adozione di una nuova tecnologia con lo scopo di capirla e svilupparla meglio.

Posso vagamente capire la tecnologia alla base della blockchain e il motivo per cui molte aziende stanno investendo con lo scopo di un maggior controllo delle filiere.

Ma da nessuna parte ho trovato scritto il motivo per cui vi sono così tante criptovalute diverse con valori così diversi.

Ho sempre considerato le criptovalute una cosa molto pericolosa e per ora mi sento di aver avuto ragione.

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